17 Gennaio 2016

Quando e perché interpretiamo il comportamento dell'altro attraverso il FILTRO della nostra esperienza e reagiamo non alla realtà ma al nostro mondo interiore?

Posted in Comunicazione efficace

Quale è la DIFFERENZA tra AZIONE e RE-AZIONE?

Quando e perché interpretiamo il comportamento dell'altro attraverso il FILTRO della nostra esperienza e reagiamo non alla realtà ma al nostro mondo interiore?

Se noi non siamo presenti a quello che sta accadendo, ma leggiamo, cioè interpretiamo, il comportamento dell'altro attraverso il filtro della nostra esperienza reagiremo non alla realtà, ma al nostro mondo interiore.

 

Agire nella propria vita significa essere completamente presenti a quello che i nostri sensi correttamente percepiscono, e scegliere di mettere in atto un'azione o non azione appropriata alla situazione reale che stiamo vivendo.

 


Ecco alcuni Esempi:


1)sto passeggiando nel bosco e sento odore di bruciato, comincio a vedere del fumo, i miei sensi si allertano e tutta la mia attenzione è attirata dalla situazione che sto vivendo. Mi rendo conto che un incendio sta divampando, prima ancora di pensare sto già correndo nella direzione opposta al pericolo.

Metto in atto un'azione sensata basata sulla percezione di dati reali.

2)Il mio bambino sta correndo sull'asfalto, lo vedo cadere a terra e lo sento urlare. Corro da lui, verifico che è soltanto un ginocchio sbucciato, lo abbraccio e lo consolo fino a che, dopo aver versato diversi goccioloni, torna a sorridere. Metto in atto un'azione sensata basata su dati reali. Rispondo alla vita in modo semplice.

Purtroppo molto spesso le nostre azioni non si basano su quello che sta realmente accadendo, ma su una nostra errata interpretazione di quello che sta accadendo.

 

Quindi non sono azioni ma re-azioni; reazione vuol dire mettere in atto un'azione in opposizione a un'azione altrui. La reazione non è dettata dalla libera scelta del momento ma da un comportamento automatico già registrato nel nostro inconscio.

 

Se noi non siamo presenti effettivamente a quello che sta accadendo, ma leggiamo, cioè interpretiamo, il comportamento dell'altro attraverso il filtro della nostra esperienza reagiremo non alla realtà, ma al nostro mondo interiore.

 


Un Esempio:

1)mi arrabbio tantissimo perché lui torna tardi e non mi avverte. Nel mio mondo interiore questo è un comportamento inaccettabile, la mia mente dice: io non lo farei mai. Lo traduco con: non gli importa di me, altrimenti non metterebbe tutto avanti a me e arriverebbe puntuale, se fossi al primo posto nel suo cuore farebbe aspettare tutto il resto. Quindi non mi arrabbio tantissimo perché lui arriva tardi e non mi avverte, ma per la lettura, l'interpretazione che io faccio del suo arrivare tardi.

La realtà potrebbe essere che fino da bambino è stato ossessionato dagli orari e che ogni termine (arrivare a quell'ora) rappresenti per lui un imperativo interiore a cui inconsciamente si oppone. Quindi arriva tardi, e continuerà a farlo, non perché non mi ama ma per un suo meccanismo inconscio.

Metto in atto un'azione insensata  (tengo il muso, oppure lo tratto malissimo ) basata sulla mia lettura di fatti reali.


2)Il mio bambino sta correndo sull'asfalto, lo vedo cadere e lo sento urlare. Corro urlando come una matta: "oddio, oddio, si è sfracellato". Lo tiro su agitatissima, con il terrore negli occhi e comincio a sfregargli forte il ginocchio, sgridandolo: "te lo avevo detto di andare piano, sei sempre il solito". Il piccolo sarà ancora più spaventato dal mio comportamento e piangerà istericamente, cosa che aumenterà la mia paura e il mio disagio.

Metto in atto un'azione insensata basata sulla mia paura, sul mio mondo interiore, che non ha niente a che vedere con quello che sta succedendo adesso ma produce un seme per quello che succederà poi, infatti il mio bambino avrà paura di cadere ma avrà anche voglia di fare come gli pare, quindi correrà con la paura di cadere e, ovviamente, cadrà.

 

 


Le RE-AZIONI rendono la vita complicata perché innescano circoli viziosi di comportamenti irrazionali basati sulla paura. Le RE-AZIONI sono veloci e automatiche, le azioni chiedono lentezza e presenza.

Un buon modo per essere presenti è scegliere di respirare profondamente diverse volte prima di decidere cosa fare o dire, rimanendo comunque in ascolto dei propri sentimenti e delle proprie emozioni.

Siamo tutti capolavori in corso di perfezionamento.

 

- Silvia Pallini

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