18 Ottobre 2017

Perché siamo così assuefatti dalla VIOLENZA da non accorgerci di certe nostre modalità comunicative violente?

Posted in Comunicazione efficace

Perché siamo così assuefatti dalla VIOLENZA da non accorgerci di certe nostre modalità comunicative violente?

Lavoro da tanti anni con molte persone e a questo punto sono assolutamente certa che non esistono esseri umani sbagliati, cattivi, egoisti. Esistono solo persone ferite che non sanno come fare a soddisfare i propri bisogni: di sentirsi amati e appezzati, di sentirsi al sicuro, di sentirsi capaci. 

Questa incapacità ci spinge a comportamenti non utili, per esempio isolarsi, aggredire, giudicare, vendicarsi, pretendere, e principalmente attribuire agli altri la colpa del nostro star male...


- se mi sento sola è perché il mio compagno non mi ama abbastanza
- se i miei figli non ubbidiscono è perché non mi rispettano, se ne fregano del mio lavoro e della mia fatica
- se in ufficio ci sono tensioni è perché gli altri non si comportano bene
eccetera


comunicazione non violenta3Questa è una posizione emotiva infantile, infatti allora, quando eravamo bambini, era vero che stavamo male a causa del comportamento degli adulti, ed era vero che non avevamo alcuna possibilità di farci ascoltare e capire. Questi adulti non volevano farci del male, sapevano comportarsi solo come a suo tempo altri adulti si erano comportati con loro.

Per capirsi... non ha alcun senso lasciare un bambino piangere per ore così impara a stare nel suo letto, eppure molti di noi sono stati, in buona fede, trattati così.

Non ha senso urlare ad un bimbo che non capisce niente e che i suoi compagni sono migliori di lui, o che è insopportabile o troppo pigro, svogliato, lento, scontroso, ecc.


Tutte queste sono modalità di comunicazione assai violente,

purtroppo però vengono ancora considerate normali e giustificate: a tutti succede di perdere la pazienza, se lo sgrido poi gli passa, tanto lo sa che gli voglio bene, uno sculaccione ogni tanto non ha mai ammazzato nessuno, eccetera.

cnv


Dal mio punto di vista siamo talmente assuefatti alla violenza da non essere capaci di riconoscerla come tale.

 

Nessuno ci ha mai insegnato un modo di comunicare e di stare insieme dove tutti ‘vincono’, cioè un modo di relazionarsi in cui tutte le persone stanno bene, si sentono viste, rispettate, ascoltate, accolte, nutrite.


So bene che non è facile cambiare il proprio modo di porsi e il proprio punto di vista, ma mi sembra evidente che se nessuno decide di fare uno sforzo in questa direzione le cose andranno come sono sempre andate, ognuno sarà convinto di essere vittima, di avere ragione e di soffrire a causa del comportamento dell’altro.

cnv
La Comunicazione Non Violenta secondo il metodo di Marshall Rosenberg è uno strumento importante per re-imparare a comunicare con il cuore, sentendo il proprio dolore ma rimanendo aperti verso l’altro, offrendogli la possibilità di spiegare le sue ragioni ed i suoi sentimenti e dando a se stessi l’opportunità di lasciarsi vedere vulnerabili.


Concretamente:
- Sei il solito egoista
- mi sento sola ed ho bisogno di stare un po’ con te


Sono due modalità per esprimere lo stesso concetto, ma quale di queste due funziona?
La responsabilità di fare bella la nostra vita è di ognuno di noi, ed è assolutamente possibile.

- Silvia Pallini


 Per chi è interessato ad approfondire la Comunicazione non Violenta di Marshall Rosenberg, ho organizzato per la prima volta, una giornata INTERA dedicata a questo strumento di lavoro. Scrivimi o fai il download del depliant seguente per avere maggiori informazioni sull'evento.

DepliantCNV02Dicembre2017

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