19 Novembre 2015

Niente è per caso. Non fermiamoci davanti alla superficie delle cose ma alleniamoci a scavare in profondità

Posted in Siamo noi a creare la nostra realtà

Niente è per caso. Non fermiamoci davanti alla superficie delle cose ma alleniamoci a scavare in profondità

Osservando Sofì, la mia cagnolina ho riflettuto sul fatto che lei non è mai stata infestata da zecche, solo raramente gliene ho trovata una, invece la mia precedente cagnolina, Briciola, si riempiva continuamente; eppure passeggiamo negli stessi posti.

Allora da cosa dipende che una sembra immune dai parassiti e l'altra sembrava una calamita. Sicuramente non dall'ambiente esterno, infatti è stato esattamente lo stesso per tutt'e due.

Che sia allora l'ambiente interno?

A volte le cose, anche la natura o le persone ci appaiono inspiegabili; non troviamo una spiegazione sensata ad eventi o comportamenti e allora cerchiamo di "inventarci" o spiegarci un motivo o una causa in qualche modo plausibile.


Questo perché abbiamo bisogno di dare un senso all'esperienza che facciamo, il non senso ci spaventa e destabilizza:


Il comportamento, improvvisamente aggressivo, di una persona per noi dipende dal fatto che quella persona è cattiva, nevrotica, egoista, ecc.


Non riusciamo a far ingranare la nostra attività e ci raccontiamo che dipende dalla crisi, dal malgoverno, dalla disonestà delle persone, ecc.


Ci viene diagnosticata una malattia e, ovviamente, dipende dalla sfortuna, dall'ereditarietà o dalla mancanza di anticorpi ( la mancanza di anticorpi da cosa dipende?), ecc.


Cerchiamo un senso alla nostra esperienza, perché se non avesse senso diventeremmo matti, abbiamo bisogno di una spiegazione e la cerchiamo dove i nostri occhi possono guardare.


Non trovando una spiegazione sensata "stiracchiamo" quelle poche cose che possiamo rimettere insieme, senza voler prendere in considerazione tutte quelle che chiamiamo eccezioni.
Io credo che dovremmo partire dalle eccezioni.
Fino a che ci sono eccezioni la spiegazione che ci danno o che ci diamo è stiracchiata.
Ma non possiamo sapere tutto...

Certo che no, molto meglio ammettere che in certi casi la spiegazione c'è, ovviamente, ma i nostri occhi non sono ancora aperti per poterla vedere.

Ma fin dove possiamo vedere non ci possono essere eccezioni.

Tornando a Sofì e all'infestazione di zecche, la spiegazione più sensata che ho sentito e che risuona fortemente con quello che il mio cuore sente è la seguente: gli animali, così come gli esseri umani, vivono continuamente processi biologici che vengono attivati dal loro modo di sentire e rispondere ad eventi esterni.

Ovviamente è molto difficile sapere perfettamente cosa vive un animale dal momento che non comunica a parole. ( In realtà comunica benissimo se semplicemente ci sintonizziamo con lui).

Comunque partiamo dalla similitudine con quello che succede nel mondo degli umani.
Possiamo prendere in considerazione le infestazioni da pidocchi che sono molto comuni.

I fatti oggettivi sono sotto gli occhi di tutti coloro che sono disposti a osservare senza interpretare: in tutte le scuole e in tutti gli asili è comune che, pur vivendo insieme e stando a contatto molto stretto, alcuni bambini sembrano immuni dai pidocchi mentre altri si trovano la testa piena più o meno spesso...


Ho sentito spiegazioni di tutti i tipi:


Quelli " sporchi" sono più soggetti
Dipende dal colore dei capelli o della pelle
Dall'odore

E altre fantasie...

Osservando il processo alla luce delle 5 leggi biologiche possiamo osservare che se un bambino vive un conflitto di perdita di contatto, per esempio muore la nonna che gli accarezzava o pettinava amorevolmente i capelli, durante la fase di conflitto attivo la pelle della testa perde sensibilità, ( senso biologico: non sentire il dolore per la mancanza di questo contatto ) e diventa più secca, ma a parte questo non produce altri sintomi per cui difficilmente ci si accorge.

Quando il bambino scioglie dentro di sé questo dolore, (per esempio perché si sente accolto tra le braccia della mamma che gli permette di piangere e lo rassicura accarezzandogli i capelli ) questo conflitto di 'perdita di contatto' va in soluzione e la cute comincia un processo di riparazione delle piccole ulcere che avevano determinato la secchezza della pelle in fase attiva, ci sarà un po' di arrossamento ma piû che altro una produzione di scaglie che si staccano dal cuoio capelluto.


A questo punto il bambino sarà una preda perfetta, infatti questi piccoli parassiti si nutrono proprio delle scaglie di pelle.


Quindi la predisposizione a deteminate infestazioni non dipende dal caso o da agenti esterni ma semplicemente dal vissuto emotivo della persona o dell'animale e da quello che tale vissuto produce biologicamente e sensatamente nel corpo.

 

- Silvia Pallini

 

Image link: https://www.flickr.com/photos/thesistersoberth/4720058640/

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