28 Settembre 2019

I nostri Maestri

Posted in Osservando noi stessi

I nostri Maestri

In che modo, in una relazione, l'altro ci è maestro?

Negandoci la soddisfazione proprio di quei bisogni che sentiamo fondamentali!

Lo scopo?

Insegnarci a guardare dentro noi stessi e accorgerci che alla base di ogni bisogno ci sono ferite e traumi.

Come si esce da questa spirale di dolore e aspettative frustrate?

Curando profondamente le ferite della nostra anima, così il bisogno diminuisce fino a sparire, diventiamo autonomi, grandi, guariti, ed ecco che quella persona improvvisamente diventa disponibile a mostrare quella parte di se stessa che non riuscivamo a vedere (ma che pretendevamo che venisse fuori).

Magicamente, proprio quando non ne ho più bisogno, il partner , per fare un esempio, diventa (in realtà lo era già, ma io non lo vedevo) Responsabile, Autonomo, Amorevole, Dolce, Capace, Intraprendente, Gentile, Riconoscente, etc...

Portando il discorso alle estreme conseguenze, mi sembra di poter dire, che anche nostra madre e nostro padre sono perfetti a questo scopo, in un quadro più ampio, sono i maestri che ci allenano, non soddisfacendo i nostri bisogni primari, a una presa di coscienza che forse esula dalla realizzazione solo di questo arco di vita terreno.

Perché un allenamento tanto duro?

Perché é quello che serve un fine molto piú ampio, che non riguarda Me o Te, ma riguarda Noi, tutti insieme.

Riguarda la capacità dei singoli di ascoltare e rispondere ai bisogni di quelle parti di noi che gli altri rappresentano.

 


Guarendo me guarisco gli altri e guarendo gli altri guarisco me.


 silvia pallini maestri2

Un gioco dove tutti vincono.

Questo é l'unico finale possibile, ed é già.

Rendersene conto significa uscire dalla paura e permettere allo SPIRITO che sana di guarire me attraverso gli altri e gli altri attraverso me.

Sapere che il mio sguardo crea la realtà mi da potere e responsabilità, posso decidere dove guardare, sapere che il nostro sguardo collettivo crea quello che sperimentiamo come mondo esterno, mi fa sentire piena d'amore e grata per il livello di comprensione e per la speranza che mentre, cresce il mio livello di amore per tutto così com'é, cresce anche l'amore dei miei fratelli.

Un'epidemia che non si può fermare.

Sento che attraversata questa storica soglia, i nuovi umani avranno bisogno di un allenamento sempre meno duro, via via che l'umanità guarisce le ferite, crea uno sguardo sempre più limpido che crea una realtà sempre piú cristallina.

 - Silvia Pallini

 

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