26 Novembre 2019

L' Arte di essere Genitori

Posted in Osservando noi stessi

L' Arte di essere Genitori

Cari genitori,


So che non è per niente facile essere genitori, sono madre anche io, so che quando i figli sono piccoli ci sentiamo soffocare oberati dall’impegno che ci priva di spazio per noi, quando sono adolescenti cominciano le paure che prendano una ‘cattiva strada’ e sentiamo che sfuggono al nostro controllo, quando sono adulti e li vediamo insoddisfatti ci maceriamo dal dispiacere e dai sensi di colpa.

La situazione che ho descritto è talmente frequente da essere considerata normale, ‘così è la vita’ ci hanno detto e ci diciamo.


L’ho creduto anche io per molto tempo ma adesso, alla luce delle mie ricerche nel mondo interiore degli esseri umani, non credo più che sia normale.


Sono invece convinta che qualcosa nel meccanismo dell’essere genitori sia inceppato e che questo determini la fatica e i risultati che raccogliamo.

 

Facciamo insieme una riflessione...

 

  • Nel mondo animale allevare cuccioli crea tanto stress e fatica?
  • Una femmina tigre che allatta 8 cuccioli si sente sfinita?

GENITORI SILVIA PALLINI3


Eppure a livello fisico, biologico, quello che succede nel corpo di una femmina di mammifero dal concepimento al parto al divezzamento dei cuccioli è molto simile a quello che accade nel corpo di una donna. La femmina animale non ha bisogno di ascoltare esperti, pediatri, puericultori, pedagogisti, ecc, una femmina animale SA sempre perfettamente cosa serve istante per istante ai suoi cuccioli. Lo sa nella pancia, nelle cellule, non ha incertezze e non si sente sfruttata e sola.


  • Quindi perché noi madri e padri umani invece abbiamo continuamente bisogno di qualcuno che ci dica cosa è il meglio per nostro figlio?

  • Qualcuno che ci insegni a partorire, a nutrire, a curare, a educare, ecc?

 

La mia esperienza fino ad ora è che noi umani saremmo perfettamente e innatamente attrezzati per svolgere il nostro ruolo di genitori, ma per cause che poi vedremo, siamo completamente sconnessi dalla saggezza istintiva del nostro corpo, del nostro cuore e della nostra anima. E questa sconnessione va avanti da migliaia di anni, basti pensare che le donne hanno delegato il parto nelle mani di medici, spesso maschi... a me sembra veramente un controsenso.

 

GENITORI SILVIA PALLINI4

 

  • Ma torniamo al punto... cosa ci impedisce di essere connessi con i bisogni dei nostri figli neonati, bambini, adolescenti, giovani adulti?


Partiamo da questa affermazione: SE NON SIAMO STATI FIGLI NON POSSIAMO ESSERE GENITORI.


Direte ma tutti siamo stati figli... certo, tutti siamo stati partoriti e in qualche modo allevati, altrimenti saremmo morti; ma essere stati partoriti e allevati non significa essersi sentiti figli... desiderati, apprezzati, ascoltati, amati, compresi, protetti, sostenuti, eccetera.

 

GENITORI SILVIA PALLINI2

Certamente i nostri genitori hanno fatto il meglio che potevano, e anche noi genitori lo abbiamo fatto, ma questo non significa che i figli abbiano avuto risposte soddisfacenti ai loro bisogni.

  • Se torni ad essere il bambino che sei stato...
  • quanto ti sei sentito visto e apprezzato?
  • quanta paura avevi di sbagliare o di essere punito?
  • quante volte hai sentito mamma triste e insoddisfatta?
  • quante volte hai sentito i tuoi genitori litigare o comunque molto distanti tra loro e con te?

 

E potrei andare avanti con un elenco infinito.
Ripeto non si tratta di dare colpe ma di trovare soluzioni.


L’infanzia, e specialmente la primissima, è stata un periodo difficilissimo per ogni bambino, talmente tanto difficile che viene quasi completamente rimossa dalla memoria.

 



Credo che la soluzione consista nella capacità di rientrare in contatto con il feto, neonato e il bambino che siamo stati e risentire cosa e quanto ci è mancato, solo così torneremo ad essere sensibili al dolore di altre creature. Fino a che neghiamo e reprimiamo il nostro dolore non saremo capaci di SENTIRE quello dei nostri figli.

 



Se non ‘sentiamo’ i nostri figli con il cuore e con la pancia ci facciamo guidare dalla mente (esattamente come hanno fatto con noi) e riproponiamo modelli che crediamo utili: devi fare questo e quello, così non va bene, dovresti essere più..., guarda come sono loro, eccetera e viviamo come un affronto le loro manifestazioni di dissenso capricci, comportamenti incomprensibili, rabbie, rifiuti, silenzi ecc.

Quindi il primo passo per essere veramente genitori è imparare ad essere il genitore di se stessi, della creatura ferita, abbandonata, spaventata dentro di noi.


Ognuno di noi sa perfettamente quante volte si sente solo, triste, inadeguato, impotente, arrabbiato... ma pochissimi riconoscono ai bambini il diritto e la legittimità di queste emozioni. Perché ci fa troppo male... e scappiamo.
Io scelgo di ESSERCI accanto alla mia parte bambina e accanto ai bambini.

 

- Silvia Pallini


 

 

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